Né mai tanto grande ho sentito
questa solitudine,
né mai ‘si potente ho avvertito
tutta l’inquietudine
che mi pervade il cuore
nel mentre fa rumore
e batte e ancora cerca,
per via che par deserta,
l’altra metà di sé,
che forse non esiste
o io non so dov’è.
Si sa che, quanto a sviste,
il fato ha un suo primato:
sapere non è dato
se un dì risarcirà
chi, con la sorte avversa,
l’ha sempre presa persa
o se continuerà,
da stolto impenitente,
a far finta di niente,
quasi che l’emozione,
l’anelito d’amore
che alberga dentro me
non meriti il calore
che dà quella passione
per cui l’animo è
disposto anche a sognare,
a credere che il mondo
possa perfin cambiare
nel giro di un secondo,
perché un sorriso illumina
il senso dei tuoi giorni
che ora più non culmina
in disperati inverni




